sabato 12 settembre 2026

IL PROBLEMA DELLA TERRA A SANTO ANTONIO DE IÇA

 

Santo Antonio negli anni '70

Ciao a tutti e tutte, rieccomi qua.

Teoricamente avrei dovuto scrivervi prima, per poi partire sul Rio Içá, ed altrettanto teoricamente in questo momento non potrei scrivervi perché dovrei essere sulla barca e ben lontano da Internet. Invece sono qui seduto alla scrivania del mio ufficio e vi scrivo, perché una serie di circostanze ci hanno portato ad annullare questo viaggio, contando di poterlo realizzare in ottobre.

Tornando dal Rio ad agosto, con d. Marco ci siamo detti: “dovremmo finalmente avere davanti un periodo normale, da vivere serenamente…”.  Si: abbiamo avuto un periodo normale, nella normalità di qui… che significa che ogni giorno ce n’è una nuova, quando non due.

La più rilevante è stata una convocazione del tribunale per il terreno ove da decenni abbiamo una comunità ed una cappella: una società costituita nel 1984 per fare una stazione televisiva locale rivendica il terreno che le era stato donato dalla Prefeitura (il Comune) per realizzare l’emittente, che di fatto non è mai nata in modo pieno. Tristemente, a capo di tutto questo c’è una chiesa con il suo Pastore, che da tempo sta cercando di edificare una nuova chiesa al fianco della nostra cappella. Fortunatamente la causa non coinvolge solo noi, ma anche diversi altri soggetti che nel tempo hanno costruito nell’area, tutti con regolari certificati di proprietà come noi (dal 1991), e questo dà molta forza alla nostra posizione.

Santo Antonio negli anni '70 era raggiungibile solo con l'idrovolante


La cosa importante è che questo evento, che speriamo di chiudere senza troppi danni, riflette una situazione che si presenta più volte, spesso a danno dei più deboli.  Non esistendo catasti storici (ora la Prefeitura sta provando a fare un primo catasto della città), la proprietà di un terreno è certificata dal possesso del documento di proprietà più antico. A parole tutto funziona bene, ma di fatto esiste un mercato di documenti contraffatti, usati soprattutto per espropriare popolazioni indigene o ribeirinhe o abitati poveri, che non possiedono documenti adeguati. Un possidente si presenta con una “vecchia” carta che certifica la proprietà della sua famiglia e riesce ad avere l’avvocato ed il giudice giusto ed il gioco è fatto… anche con popolazioni che risiedono sul territorio da decenni. Per questo, diverse comunità del fiume affrontano il difficile cammino per ottenere la demarcazione della loro terra come “zona indigena” ed avere in questo modo tutele legali contro le mire di possidenti interessati ai loro territori.

Parlando della nostra situazione, una delle persone coinvolte nella causa e che nella vita ha avuto una pratica amministrativa di lungo corso, con molta franchezza ci ha detto: “non esiste avvocato buono o avvocato cattivo, esiste solo l’avvocato che è amico del giudice e quello che non lo è…”. Di fatto il tema della corruzione, ed in questo periodo elettorale della compra dei voti, è rilevantissimo. Il popolo lo vive un po’ con rassegnazione ed un po’ cercando di avere la sua piccola parte di guadagno personale.  La formazione di una coscienza civile è un compito grande e davvero arduo; in questo periodo i vescovi del Brasile si stanno impegnando con diversi video (non sempre digeribilissimi…) e scritti per comunicare alla popolazione la necessità ed i criteri per vivere le elezioni con vero spirito democratico, ma è una lotta molto ardua.



Qui si viaggia a promesse (che tutti sanno false, ma che continuano ad affascinare…) e canti inneggianti al candidato, sparati a volume altissimo: mentre vi scrivo ho le orecchie intontite da due ore di musica ripetitiva del politico che è qui oggi, circa un minuto di ritornello sparato al massimo volute e ripetuto senza sosta, fino ad intontire. Un paio di settimane fa è venuto il “candidato del prefetto” ed il seguito esultante è stato impressionante… tutte le famiglie dei dipendenti degli uffici comunali (che sono diverse centinaia), tutti quelli che ricevono un sussidio comunale (che sono altre centinaia…) o che sperano di riceverlo (che sono tutti gli altri…), tutti quelli che credono nelle promesse di quel candidato, forse qualcuno interessato alla sua linea politica…

“Quella persona si sta impegnando molto per quel candidato…” “si, le ha fatto avere un posto di lavoro rilevante…”. Il 4 ottobre (e probabilmente il 25 per il presidente) vedremo come va. La tensione è alta, segnata da scandali che coinvolgono soprattutto il candidato della destra ed ora anche il Supremo Tribunale Federale (l’organo giudiziario di massimo livello del Brasile).

Una preoccupazione di rilievo è a livello internazionale: il candidato presidente della destra è stretto alleato di Trump, che dopo essersi appropriato del petrolio del Venezuela sta mirando in modo abbastanza chiaro alle terre rare del Brasile. Anche i garimpeiros che perforano ed inquinano il Rio stanno tifando per lui, perché di certo attenuerebbe molto i vincoli ambientali che tentano di frenare il loro “lavoro”. Poi c’è il fatto gravissimo dell’implicazione religiosa, ma non comincio nemmeno a parlarne perché ci vorrebbe troppo tempo; magari lo farò la prossima volta.

Intanto vi saluto e torno alla mia “normalità” caotica, con l’assordante musichetta del candidato che continua ad entrarmi dalla finestra.

 

Un abbraccio a tutti, il Signore ci accompagni!


IL PROBLEMA DELLA TERRA A SANTO ANTONIO DE IÇA

  Santo Antonio negli anni '70 Ciao a tutti e tutte, rieccomi qua. Teoricamente avrei dovuto scrivervi prima, per poi partire sul Rio Iç...