Ciao
a tutti e tutte!
Anche
stavolta approfitto del viaggio per scrivervi, perché in parrocchia sta
risultando davvero difficile.
L'altra
volta ero sul Rio Içá, visitando le comunità del fiume con il nostro ministro e
pilota Moises: un viaggio al ritmo lento della nostra barca (circa 10 km/h
salendo, 17-20 km/h scendendo) e della vita delle comunità. Ora sono sulla lancia
che mi sta portando velocemente a Tabatinga assieme a sette persone della
parrocchia per una formazione, particolarmente sul tema dell'abuso. Loro
torneranno venerdì, mentre io mercoledì prenderò l'aereo e giovedì sarò in
Italia, per ripartire il 24 maggio.
L'abuso
qui (non penso solo qui...) è una cosa seria. Per questo il gruppo che
partecipa è di persone qualificate, che abbiamo cercato noi: una psicologa e
catechista, una signora responsabile nel campo dell'educazione con i disabili,
un dirigente dell'associazione sportiva ed uno di una scuola di musica, una
coppia di catechisti con responsabilità in una comunità ed una catechista. Sono contento di questa bella adesione, aiuta
ad avere fiducia.
L'abuso
qui è una cosa seria... In primo luogo, viene da pensare all'abuso sessuale,
che almeno nella nostra realtà è una realtà presente in modo forte. Da quanto
sto cogliendo riguarda soprattutto le ragazze preadolescenti ed adolescenti, ma
non escludo che coinvolga anche i ragazzi (che però fanno più fatica a
confidarsi...). Avviene soprattutto in famiglia, con fratelli, cugini, zii o
simili, o comunque con un certo consenso del clan familiare, e si ha
l'impressione che di fatto ci sia una certa accettazione a livello sociale. È
un crimine, ma tutti sanno e nessuno parla (forse perché ne sono stati toccati
personalmente...).
Di
certo ascoltare le ragazze che ne parlano, o tentano di parlarne, è una
sofferenza grossa ed il senso di impotenza è notevole. Ma quello sessuale non è
l'unico abuso e di certo non è quello più diffuso. Molto importante è anche
l'abuso di coscienza, che entra molto nella dimensione della fede e della
mentalità. Il popolo amazzonese, e direi un po’ tutto il popolo brasiliano,
vive molto la dimensione emotiva ed emozionale e per questo è molto esposto a
chi riesce a catturare e guidare le emozioni ed i sensi di colpa. Questo
avviene in diversi ambiti. Avviene nelle chiese evangeliche, che lavorano molto
sulla fede emotiva, ed avviene anche nella chiesa cattolica. Predicatori, preti
e guide spirituali cantanti, movimenti carismatici... il tutto in un misto di
fede, tradizionalismo ed a volte politica che risulta difficile da districare.
In
questo momento va fortissimo "fr. Gilson", carmelitano, ma di una
fondazione diversa dai carmelitani tradizionali, cantante e predicatore che
attira folle enormi. Nella quaresima propone la preghiera alle 4 di mattina ed
ha milioni di adesioni (tanto che ha iniziato anche quaresima di S. Michele
Arcangelo...) ed esercita un fascino enorme.
Per
me è una figura molto ambigua, che ha le caratteristiche dell'abusatore
piuttosto chiare. Si presenta sempre come una persona immacolata e devota (per
me assolutamente stucchevole), cita la bibbia per affermare le sue idee e
dire che quello che dice è direttamente dalla Parola di Dio, quindi
incontestabile, ha la sua buona dose di vittimismo, apprezza le adulazioni,
parla in modo soave, ma in realtà molto aggressivo ed impositore, ha canti
veramente belli e dubito che il suo compenso per i concerti sia a buon mercato
. Molti ne sono fortemente attratti e se leggessero quello che sto scrivendo mi
picchierebbero (per fortuna nessuno mi ha mai chiesto cosa ne penso). Potete
trovare tutto e di tutto su You Tube (https://www.youtube.com/@FreiGilsonSomdoMonteOFICIAL
).
Lui
è la punta, ma il fenomeno è molto diffuso e preoccupante. Toccare le emozioni
e riempirle di contenuti, colpevolizzare chi la pensa o agisce diversamente,
presentarsi come persone perfette ed intoccabili... Tutto questo tocca
profondamente le corde di un popolo sensibile e bello come quello brasiliano,
spesso in ricerca di un riscatto e di un orientamento, spinto da una ricerca di
sicurezze che vengano incontro alle tante incertezze della quotidianità. Noi
riusciremo a fare una proposta diversa, portatrice della libertà d'amore del
Vangelo? Consola constatare come tante volte Dio ha agito anche in mezzo ed attraverso
le grandi povertà della nostra umanità!
Vi
lascio con questi pensamenti e vi auguro di vivere con intensità questo Tempo
Pasquale, con tutta la ricchezza dell'annuncio di Cristo Risorto e Vivo in
mezzo a noi!
A
presto, il Signore ci accompagni!

