Ciao a tutti e tutte!
Vi scrivo mentre fuori
dalla mia porta la betoniera lavora instancabilmente da stamattina,
accompagnata da dieci muratori ed inservienti che stanno gettando il piano
nuovo della nostra casa, quello che di fatto va ad essere il soffitto
calpestabile sotto al tetto di lamiera. Per la verità non sarà tutto
calpestabile, perché per motivi economici ed anche di nostra vivibilità
(abbiamo i muratori in casa da più di tre mesi e li avremo ancora per tempo),
abbiamo deciso di fare solo la parte necessaria, lasciando nel resto l’attuale
soffitto in listelli di legno e malta, non calpestabile. La casa è molto grande
(circa 25x13m) e già farne una parte è un grande impegno!
Approfitto di questo
accenno per ringraziare con tutto il cuore quanti con molta generosità stanno
contribuendo alla vita della nostra missione. Dall’UP Gioia del Vangelo e da
altri contribuenti che fanno riferimento a noi, nel 2025 abbiamo ricevuto
27.887,50 euro, con una media mensile di 2323,95. Nel mese di gennaio 2026
abbiamo ricevuto 1505 euro. È davvero una generosità grande, che si aggiunge a
quella dei gruppi di Castelnovo Sotto e di Scandiano che fanno riferimento a d.
Gabriele.
Credo che sia giusto
dirvi un po’ dove vanno a finire i vostri soldi, ma non chiedetemi di fare
delle cifre perché non è proprio il mio mestiere. Di certo in questi anni a
livello di mattoni non si è scherzato… Non è stata “febbre del mattone”, ma una
scelta consapevole.
Volendo attivare la vita
nelle comunità dislocate sul territorio è stato inevitabile investire perché
ogni comunità avesse un proprio luogo di ritrovo e di preghiera. Essendo per la
gran parte comunità iniziali o che venivano da un periodo di fermo, è stato
necessario contribuire molto con i nostri fondi. Man mano che le comunità
iniziano a vivere ed a creare anche occasioni di guadagno (soprattutto in
occasione della festa del Santo, oltre che con il dizimo e le offerte),
diventano più autonome e possono usare in parte maggiore i fondi che hanno a
disposizione o fare prestiti nella cassa parrocchiale. Ma per diverse siamo
ancora in partenza, quindi all’appoggio spirituale e pastorale è inevitabile
aggiungere quello economico. Però tante cose ormai sono fatte e di certo questo
capitolo di spesa è destinato a ridursi.
A queste, nell’anno si è
aggiunta la spesa per il “lavoro grande” nella nostra casa, per non lasciar
degenerare un edificio che crediamo abbia un futuro (speriamo con preti
diocesani brasiliani). Del resto in un contesto come il nostro creare occasioni
di lavoro, anche per persone senza nessuna qualifica, è una vera forma di
carità. Poi ci sono le spese per l’evangelizzazione, in particolare i lunghi
viaggi sul fiume che chiedono carburante e materiale da lasciare alle comunità.
Poi le spese di carità
nel senso più stretto. Dalle cose più “progettuali” (per modo di dire…) come le
casse per l’acqua e le lamiere per il tetto, a quelle più spicciole ed
occasionali, come l’aiuto per fare un viaggio di necessità, o una medicina, o
un macchinario per avviare un’attività. Ora vado a computare anche una mia
spesa settimanale per i carcerati, perché di fatto hanno bisogno di tutto: un
po’ di cibo in più, materiale per l’igiene, ora mi hanno chiesto il materiale
per fare gli origami, che qui sono diffusissimi…
Poi ci siamo anche noi.
Di fatto nella vita normale le nostre spese sono molto ridotte, ma poi arrivano
i viaggi a Manaus ed altre cose simili che un po’ aggravano. Ora d. Marco
partirà per la sua formazione a Brasilia, e saranno circa 20.000 reais (3.500
euro) Questa è un po’ la nostra “cesta della spesa”, giudicate voi se siamo un
buon investimento…
Voglio raccontarvi un
fatto della settimana scorsa, che riassume tanti aspetti della vita di qui.
Alla fine di una Messa in
un novenario mi si avvicina Edilange, della nostra Caritas, e mi presenta una
signora dall’aspetto sofferente ma forte, che è venuta da Ipiranga, la nostra
comunità ai confini della Colombia, più di 350 km di fiume. Era arrivata fin
qui per cercare il figlio di 42 anni caduto nella droga; lo aveva trovato, ma
era stata cacciata da quelli che lo circondavano.
Provvidenza ha voluto che
alla Messa fosse presente Valtemir, poliziotto molto attivo nella nostra
comunità. Ci accordiamo per andare insieme il giorno seguente, assieme con la
madre. Di fatto troviamo il figlio in un piccolo edificio abbandonato che (purtroppo…)
è della parrocchia. La situazione è terribile. Il figlio, assieme ad un altro
uomo, è in un gabinetto esterno pieno di spazzatura, nello spazio più grande ha
“fatto casa” lo spacciatore con la sua donna. Valtemir, che conoscono bene,
intima di lasciare l’edificio in giornata (cosa che poi avverrà) ed il figlio
si incammina per seguire la madre. Li portiamo al porto, ove hanno il motoscafo
preso in prestito per fare il lungo viaggio. Una persona che conosce il figlio
dice “era un bravissimo pescatore, guarda come si è ridotto”.
Dopo aver preso il cibo,
l’acqua ed il carburante per il viaggio partono: il figlio nella parte coperta,
la madre a prua, come una guerriera vincitrice, ma stanca. Una scena
commovente, che non può non ricordare il “buon pastore” del Vangelo, che lascia
tutto il gregge per cercare la pecora perduta. Dopo alcuni giorni, ci arriva la
notizia che sono arrivati ad Ipiranga, speriamo che riescano a riprendere la
loro vita più serenamente. La vita di qui è piena di queste cose.
![]() |
| D. Marco in partenza con alcuni giovani per partecipare al "ritiro di carnevale", organizzato a Tonatins, la parrocchia a noi più vicina |
Stamattina mi hanno
chiesto i soldi per il biglietto di un giovane caduto nella droga a Manaus e
che deve ritornare perché la criminalità sta minacciando lui e la famiglia
della sorella, con due bambine. Ho accettato a patto che mi dessero un
documento del ragazzo e la possibilità di presentare la cosa alla polizia. Dopo
qualche esitazione dovuta alla paura hanno accettato; il buon Valtemir ha altro
lavoro e speriamo che il ragazzo tornando possa riprendere una direzione sana
di vita… Che dire? Davanti a queste cose o ci si appassiona, o nulla.
Sinceramente, io mi ci sto appassionando ed è anche per questo che a volte i
tempi fra una lettera e l’altra si allungano un po’.
A proposito di persone
appassionate… non posso concludere senza esprimere tutta la mia solidarietà a
Francesca Albanese e Nicola Gratteri, persone appassionate della verità e del
bene che in questo momento stanno pagando un duro prezzo per il servizio di
informazione e denuncia che non si stancano di fare. Il Signore li protegga e li benedica!
Ci vediamo dopo Pasqua,
buona Quaresima a tutti!
d. Paolo




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