venerdì 16 gennaio 2026

DICEMBRE E GENNAIO: TEMPO DI DEVOZIONI E NOVENARI

 




 

Paolo Buzzocchi

Ciao a tutti e tutte!

 

Vi scrivo dal telefonino perché in questo momento il nostro Starlink fa le bizze, speriamo per poco, e col computer non riesco a collegarmi.  Quindi mi perdonerete gli errori di battitura... magari mi aiuterà ad essere più breve!

Qui è tempo di Novenari... in dicembre abbiamo avuto N. S. de Guadalupe ed il Menino Jesus, ora stiamo facendo S. Sebastião, subito dopo N. S. da Saude e direttamente collegato S. Lazaro (quello povero), poi in marzo sarà la volta di S. José... S. Sebastião riscuote una devozione particolarmente grande, tanto che oltre al novenario "ufficiale" nella comunità a lui dedicata, ce ne sono almeno altri due o tre. Non so il perché di tanta devozione: forse perché era un soldato, e l'immagine della forza qui attrae molto, qualcuno mi diceva che ha anche attinenze col mondo agricolo e la peste... insomma: è un santo che "serve".

 Cos'è un novenario? Un po' come le nostre sagre di paese, qui di quartiere, ma con un aspetto religioso molto più pronunciato. Ogni sera, per nove sere, nella comunità c'è una celebrazione, alla quale sono invitati altri gruppi e comunità. Quando i nostri sono arrivati erano tutte Messe, ora alterniamo con Rosario, adorazione, celebrazione penitenziale, battesimi. Nel novenario che stanno facendo in S. Sebastião hanno fatto una serata dedicata alla carità, con le persone povere: una liturgia alternativa e bella, la lavanda dei piedi che spiega l'Eucaristia, e viceversa!

Un elemento fondamentale del novenario è il "mastro", l'alto palo con la bandiera del Santo che accompagna i nove giorni. Adornato con frutta, è chiaramente un simbolo di fecondità, una tradizione della religiosità locale accolta e "cristianizzata". Una cosa "impura", che mescola fede cristiana ed idolatria? Si, abbastanza chiaramente. Ma la fede cristiana cattolica è sempre stata così, più che togliere ha sempre assunto... come Gesù che si è sempre mescolato, non si è mai isolato per questioni di purezza.

Il mastro


La cosa bella è che i novenari sono una cosa del popolo, che nasce dal popolo e vive nel popolo. Noi abbiamo il nostro compito - a volte un po' affaticante di presenza e celebrazione, ma poi è una cosa loro, di una chiesa che in quei giorni si "mescola" il più possibile col quartiere ove vive. Sono importanti anche perché in questi giorni le comunità si riconoscono, si danno un'identità loro, e si visitano a vicenda (magari col vanto di aver portato tante persone...)

Un'altra cosa bella è che quest'anno celebreremo nuovamente in forma completa il novenario di N. S. della Salute. Due anni fa il responsabile aveva rubato tutti i soldi della vendita di cibo (cosa purtroppo sempre possibile) e l'anno scorso non avevano avuto la forza di riprovarci. Ora hanno preso coraggio, anche se io mi sono dovuto prendere il carico di custodire personalmente gli introiti. C'è tanto entusiasmo... speriamo bene!



Vado verso la conclusione.

Voglio solo aggiungere che ho timidamente iniziato ad andare al carcere. È una cosa tutta da costruire, ma mi è chiaro che da li non posso uscire così come entro. La presenza di questi uomini rinchiusi tutto il giorno o quasi in due strette celle, ove possono restare anche diversi mesi, non può non toccare. Soprattutto perché sono le persone del paese, che pochi giorni prima incontravo per strada (ho trovato anche un nostro muratore...).

Sono passato giovedì scorso, dicendo la mia intenzione di andare il giovedì per chi desidera colloqui. Sono tornato martedì per portare alcuni medicinali, visto che ieri ero fuori città. Appena mi hanno visto mi hanno chiesto: giovedì vieni?

Sembra di sentire il Signore sulla croce: ho sete... di qualcuno che si ricordi che esistiamo e siamo uomini.

Il Signore ci accompagni!

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