Paolo
Buzzocchi
Ciao a tutti e tutte!
Vi scrivo dal telefonino
perché in questo momento il nostro Starlink fa le bizze, speriamo per poco, e
col computer non riesco a collegarmi. Quindi
mi perdonerete gli errori di battitura... magari mi aiuterà ad essere più
breve!
Qui è tempo di
Novenari... in dicembre abbiamo avuto N. S. de Guadalupe ed il Menino Jesus,
ora stiamo facendo S. Sebastião, subito dopo N. S. da Saude e direttamente
collegato S. Lazaro (quello povero), poi in marzo sarà la volta di S. José...
S. Sebastião riscuote una devozione particolarmente grande, tanto che oltre al
novenario "ufficiale" nella comunità a lui dedicata, ce ne sono
almeno altri due o tre. Non so il perché di tanta devozione: forse perché era
un soldato, e l'immagine della forza qui attrae molto, qualcuno mi diceva che
ha anche attinenze col mondo agricolo e la peste... insomma: è un santo che
"serve".
Cos'è un novenario? Un
po' come le nostre sagre di paese, qui di quartiere, ma con un aspetto
religioso molto più pronunciato. Ogni sera, per nove sere, nella comunità c'è
una celebrazione, alla quale sono invitati altri gruppi e comunità. Quando i
nostri sono arrivati erano tutte Messe, ora alterniamo con Rosario, adorazione,
celebrazione penitenziale, battesimi. Nel novenario che stanno facendo in S.
Sebastião hanno fatto una serata dedicata alla carità, con le persone povere:
una liturgia alternativa e bella, la lavanda dei piedi che spiega l'Eucaristia,
e viceversa!
Un elemento fondamentale
del novenario è il "mastro", l'alto palo con la
bandiera del Santo che accompagna i nove giorni. Adornato con frutta, è
chiaramente un simbolo di fecondità, una tradizione della religiosità locale
accolta e "cristianizzata". Una cosa "impura", che mescola
fede cristiana ed idolatria? Si, abbastanza chiaramente. Ma la fede cristiana
cattolica è sempre stata così, più che togliere ha sempre assunto... come Gesù
che si è sempre mescolato, non si è mai isolato per questioni di purezza.
![]() |
| Il mastro |
La cosa bella è che i
novenari sono una cosa del popolo, che nasce dal popolo e vive nel popolo. Noi
abbiamo il nostro compito - a volte un po' affaticante di presenza e
celebrazione, ma poi è una cosa loro, di una chiesa che in quei giorni si
"mescola" il più possibile col quartiere ove vive. Sono importanti
anche perché in questi giorni le comunità si riconoscono, si danno un'identità
loro, e si visitano a vicenda (magari col vanto di aver portato tante
persone...)
Un'altra cosa bella è che
quest'anno celebreremo nuovamente in forma completa il novenario di N. S. della
Salute. Due anni fa il responsabile aveva rubato tutti i soldi della vendita di
cibo (cosa purtroppo sempre possibile) e l'anno scorso non avevano avuto la forza
di riprovarci. Ora hanno preso coraggio, anche se io mi sono dovuto prendere il
carico di custodire personalmente gli introiti. C'è tanto entusiasmo...
speriamo bene!
Vado verso la
conclusione.
Voglio solo aggiungere
che ho timidamente iniziato ad andare al carcere. È una cosa
tutta da costruire, ma mi è chiaro che da li non posso uscire così come entro.
La presenza di questi uomini rinchiusi tutto il giorno o quasi in due strette
celle, ove possono restare anche diversi mesi, non può non toccare. Soprattutto
perché sono le persone del paese, che pochi giorni prima incontravo per strada
(ho trovato anche un nostro muratore...).
Sono passato giovedì
scorso, dicendo la mia intenzione di andare il giovedì per chi desidera
colloqui. Sono tornato martedì per portare alcuni medicinali, visto che ieri
ero fuori città. Appena mi hanno visto mi hanno chiesto: giovedì vieni?
Sembra di sentire il
Signore sulla croce: ho sete... di qualcuno che si ricordi che esistiamo e
siamo uomini.
Il Signore ci accompagni!



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