domenica 31 agosto 2025

RISOLVENDO PROBLEMI PRATICI A MANAUS

 

Santo Antonio do Iça


 

 

Paolo Bizzocchi

 

Ciao a tutti e tutte.

Vi scrivo dalla barca mentre torno da Manaus, dove ho fatto tre serate di corso per avere l'abilitazione alla guida brasiliana, cioè il riconoscimento della mia patente italiana. Ancora una volta devo riconoscere l'intervento puntuale della Provvidenza, perché stando in Manaus mi sono potuto avvalere del prezioso aiuto di un amministratore della nostra diocesi, Pedro Bonafé, per fare i documenti per il rinnovo del Visto di residenza: come al solito sono cose piuttosto complicate e da solo sarebbe stato veramente impossibile affrontarle. Ora speriamo che vada tutto bene e la procedura proceda, ma di certo un bel passo lo abbiamo fatto! É il permesso di residenza per due anni, poi dovrei avere quello definitivo: il Brasile è un Paese accogliente, costruito da immigrati che hanno la coscienza di esserlo.

Finché ero a Manaus ne ho approfittato anche per alcune compere - i prezzi di alcuni prodotti sono sensibilmente più bassi -, per visitare i nostri seminaristi - che ho trovato felici ed in forma - , per Confessarmi - perché a S. Antonio non saprei come farlo ed approfitto di queste occasioni. La "novità" e stata che con me c’era anche d. Gabriele, venuto a Manaus per seguire la situazione di salute di una persona vicina alla nostra comunità.  Quindi la nostra piccola comunità ha continuato la sua vita anche in questi giorni! Questo significa che per una settimana abbiamo lasciato la parrocchia "scoperta" e ricominceremo a celebrare domani (domenica) pomeriggio.

Per la nostra parrocchia, nella parte cittadina, è una novità, perché avendo i frati cappuccini godevano di una presenza di preti e religiosi numerosa, quindi qualcuno c'era sempre. Da quanto ho colto, anche Burani e Carlotti avevano sempre evitato di assentarsi nello stesso momento, con l'attenzione materna di accompagnare il difficile passaggio della parrocchia dopo l'uscita dei Cappuccini. Ora stiamo muovendoci con più libertà, sapendo che è una sfida positiva e che Mariana, la missionaria argentina, è un supporto forte e riconosciuto.

Qualche "mal di pancia" c'è, è inevitabile: io lo risolvo ricordando che le comunità del fiume hanno il prete e la Messa al massimo una volta al mese. So che è la cosa che i cittadini "doc" non vorrebbero mai sentirsi dire, perché non tollerano di essere paragonati alle povere comunità del fiume, ma proprio per questo e importante ricordarglielo.

È un po' l'italianissimo "perché mandiamo dei preti in Brasile quando noi ne abbiamo pochi...", come se i preti fossero una proprietà e le comunità italiane avessero più valore e diritti di quelle brasiliane o di altre parti del mondo: proprio per questo è così importante che preti e consacrati continuino a partire e che i missionari brasiliani... vadano una settimana a Manaus!

Così, un po' per forza ed un po' per amore, le nostre comunità crescono e si muovono. I ministri guidano le Liturgie, a volte in modo brillante ed a volte un po' meno, come noi preti, e le comunità prendono coscienza che nulla è scontato e che la presenza della Celebrazione Eucaristica non è un diritto o un dovere, ma un dono del quale farsi responsabili.

"E se muoio quando siete via? Io voglio la Messa quando muoio!"

Gli ho consigliato di aspettare una settimana prima di morire..., ma gli ho anche ricordato che, se proprio muore in nostra assenza, si farà quello che si può, come avviene per gran parte dell'umanità.  Come ci dice oggi il Vangelo, pensare sempre di essere quelli che al banchetto hanno il diritto di stare al primo posto non è molto saggio ed a volte è anche un po' ridicolo...

Il Signore ci accompagni tutti!

D. Paolo

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