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| Il giovane prete gesuita con il vescovo Adolfo |
Paolo
Bizzocchi
Ciao
a tutti e tutte!
Sopravvissuto
al “tormentone” dell’Ordinazione Presbiterale del concittadino Edmo ed alla
presenza in casa di alcuni seminaristi della nostra diocesi, eccomi a voi. Per
la verità ci sono ancora un po’ in mezzo, perché il lavoro accumulato perché
non fatto e la stanchezza accumulata perché non smaltita sono ancora presenti,
ma comincio a respirare e forse un po’ anche a ragionare.
Cosa
è successo? Beh… una cosa bella. Un giovane di S. Antonio partito più di dieci
anni fa per fare formazione nei Gesuiti, sabato scorso ha avuto l’ordinazione
presbiterale (in termini semplici, è diventato prete…) qui nella nostra
parrocchia. Questo ha generato un grande movimento di persone ed attività:
prima sono arrivati due seminaristi della diocesi per un periodo di contatto
con la realtà parrocchiale, poi sono arrivati gli altri seminaristi, poi i
frati cappuccini e le suore cappuccine, poi i gesuiti… e di seguito incontri,
veglie, prove per le celebrazioni, cose che ci sono e (molte) altre che
mancano. Insomma, un po’ di ordinario caos terminato (si fa per dire…) con la
festa dell’Ordinazione e della prima Messa del nuovo “padri jesuita” Edmo.
Cosa
porto da questi “giorni di fuoco” (non solo dello Spirito Santo…)?
Innanzitutto
un’esperienza di chiesa.
Il
contatto con i nostri seminaristi, nei quali è riposta una grande speranza
perché potranno essere i primi preti locali che nelle nostre parrocchie
prenderanno il posto di missionari di vario genere. Devo dire che non è stato
semplicissimo. Le differenze culturali e di impostazione si sono fatte sentire
ed anche l’impressione che, in quanto stranieri, alcuni di loro ci guardassero
con una certa sufficienza non è stata assente: “questi non sono brasiliani, non
possono capire…”. Forse qualcosa di simile avviene anche da noi con i preti o
le suore che vengono dall’estero, non meravigliamoci.
Il
contatto con i Cappuccini, compresi alcuni che qui in S. Antonio avevano svolto
un ministero anche fruttuoso per anni. L’affetto delle persone per loro mi ha
colpito e mi ha aiutato a valorizzare la loro opera in questa terra, che per
molti versi non conosco. Mi ha anche aiutato ad apprezzare e valorizzare
l’affetto che tanti stanno manifestando anche nei nostri confronti: su tante
cose qui le persone mentono, ma su questo non sono capaci di mentire. Se ti
manifestano che ti vogliono bene, ti vogliono bene: poi lo vivono secondo le
loro modalità, che noi non sempre riusciamo a capire, ma non riesco a vedere
ipocrisia o formalità.
Il
contatto con i Gesuiti, e devo dire che qui per tanti versi “siamo su un altro
pianeta”: persone con la capacità di uno sguardo ampio sulle cose e con
esperienze di vita nella condivisione con i poveri e gli emarginati veramente
toccanti e significative. In casa nostra pranzava un gesuita che vive al
confine fra Colombia e Venezuela, dove comandano le bande armate e gli eserciti
dei due stati, totalmente coinvolti con le bande. Lui ed altri operatori
pastorali erano stati imprigionati dall’esercito con l’accusa di essere
terroristi, per estorcere denaro. Mi spiegava che il neo presidente della
Colombia, giovane avvocato dell’ultradestra che si è presentato come alfiere
della legalità, in realtà come avvocato ha sempre difeso i vertici dei cartelli
della droga e dei minerali.
Insomma,
giorni forti e coinvolgenti.
Mi
ha sorpreso anche il grande coinvolgimento organizzativo delle persone delle
nostre comunità, sia nelle cose pratiche che nei momenti di preghiera. Con d.
Marco tante volte ce lo diciamo: loro hanno risorse che noi non riusciamo
nemmeno ad immaginare… a noi pare che siano disorganizzati e non abbiano nulla,
ma a modo loro riescono a realizzare cose notevolissime.
È
davvero vero che “imponendo” i nostri schemi organizzativi a volte li
blocchiamo, ma devo anche ammettere che entrare nei loro schemi non è sempre
facile. Bisogna fermarsi, gestire le nostre ansie di avere le cose sotto
controllo, guardare, stare a disposizione… poi accade quello che non avremmo
pensato.
Concludo
raccontandovi una cosa per farvi ridere, ma forse anche riflettere. Oggi io
dovevo essere nella parrocchia confinante, Amaturá, che con la nostra barca si
raggiunge in 6\7 ore. Hanno la festa del patrono São Cristovão: con un gruppo
saremmo andati per animare una Messa e sarebbe venuto anche un gruppo di
giovani di una comunità ribierinha, Vista Alégre, per fare una danza ed un
canto di lode.
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| la "mocha nova", la ragazza festeggiata in occasione della prima mestruazione, ed una figura mitica di pescatore |
Giovedì
io ed il nostro marinaio Moises siamo usciti per fare nafta per la barca:
possibilmente fare il pieno per il viaggio di agosto (circa 1.200 litri), o
almeno per avere i 2-300 litri che ci servivano per il viaggio ad Amaturá.
Usciti la mattina, nessun distributore aveva la nafta. L’unico che l’aveva ci
ha promesso che ne avrebbe tenuta per il pomeriggio, dopo aver rifornito la
lancha di linea. Usciti il pomeriggio, un rimorchiatore aveva avuto bisogno
della nostra nafta e noi ci siamo trovati senza nulla… viaggio di cortesia
saltato. La mia preoccupazione era soprattutto per i giovani di Vista Alegre,
che per arrivare a S. Antonio avrebbero fatto diverse ore di motoscafo, con
conseguenti spese di benzina, e con i quali non era possibile comunicare. Poi
la notte il responsabile mi telefona scusandosi perché non sarebbero venuti
perché avevano da lavorare in comunità…
Insomma:
qui le programmazioni valgono finché valgono.
La
sera mi sono trovato in un momento di preghiera del gruppo delle “Madri che
pregano per i figli”. Alla fine l’animatrice ha distribuito messaggi di “Nostra
Senhora do Perpétuo Soccorro” (non serve tradurre). Il mio diceva: “Quero te
lembrar de descansar. Você não precisa carregar tudo”: “Voglio ricordarti di
riposare. Tu non devi farti carico di tutto.”
Non
so se l’aveva detto davvero la Madonna, ma di certo era detto bene…
Il
Signore ci accompagni!
P.S.:
Questo mese le nostre comunità della "Gioia del Vangelo" hanno
inviato un contributo di 2010€.
Un
grazie grande e sincero a tutti e tutte!









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