martedì 3 marzo 2026

SULLA BARCA SI SOGNA

 




Marco Lucenti

 

Ciao.

Come sta andando la quaresima a Reggio Emilia e dintorni? Siete contenti di come siete e vivete la vostra comunità parrocchiale?

Come promesso, continuo la lettera del mese passato con 5 punti che possono aiutare a leggere la situazione. Metto però prima un piccolo racconto.

Un giorno di inizio gennaio don Gabriele Carlotti entra in cucina e dice: “quando vado in barca sogno tutte le notti”. Io immediatamente ho pensato: “ma va là, che differenza c’è fra dormire in barca e a casa? Anzi, a casa si dorme meglio, quindi … sarà per dire che gli piace la barca. Booo”. E pochi giorni dopo vado anch’io con lui, come dicevo nella scorsa lettera, per visitare tutte le comunità sul fiume. Cavoli, ma sapete che è vero! Non so spiegarvelo, nè dirvi il perché, ma so soltanto che alla mattina ti svegli e ti ricordi un sacco di sogni!!! So che comunque si sogna, ma io non li ricordo quasi mai la mattina. Invece sulla barca fai dei bellissimi sogni! E fra l’altro questi mi aiutano anche a ricordare la gente: ricordo che in uno c’era l’Arianna, in uno la Viola con le due Ferrarine e la Michelle, … tutti sogni molto belli: è semplicemente fantastico!!! Si può veramente dire che la nostra è una “barca da sogno”, anzi “da sogni”.

Detta questa cosa che c’entra poco, ma particolarissima per me, vengo ai 5 punti promessi:

1)Per comunità non pensiamo a persone nella giungla\foresta, … ma a gruppi (spesso pochissime famiglie, anche solo 3) di persone (quasi tutti Tikuna e Kokama) che per vivere negli anni si sono insediate lungo fiume. Poi, da qui sono nate famiglie, famiglie di famiglie, nipoti, … che si sono spostati (la maggior parte) o sono rimasti lì, …

2)Le famiglie spesso hanno tanti figli: in una comunità ci sono due anziani che hanno 11 figli (8 uomini e 3 donne), dove uno di loro, che ha un anno in meno di me, ne ha già 11 a sua volta. Non sono tutte così numerose, no, vi ho parlato di un caso molto limite, ma certamente quando si arrivia in una comunità non mancano i bambini. I bambini sono tutti bellissimi, con quegli occhi marrone scuro scuro scuro, quella pelle bella, baciata dal sole, tutti magrolini e spesso bassini: molto molto belli!!!

3)Il passaggio da bimbo ad adulto avviene sia pian piano che improvvisamente: pian piano perché tante bambine (anche solo di 8 anni) fanno già da “mamme” ai loro fratellini più piccoli, quindi imparano pian piano in casa ad esserlo da grandi, sia perché qui è un CRES continuo con giochi d’acqua quotidiani (dovreste vedere i bimbi che si buttano nel fiume per fare il bagno: uno spettacolo per il cuore), perché fatte le due o quattro orette di scuola la mattina, poi non c’è un gran da fare, …; improvvisamente perché a volte ti trovi ad essere padre o madre (il “come” potresti anche non … benissimo).



4)Si vive di pesca ed agricoltura e non ci sono molti freezer, diciamo! Così potete capire quanto sia importante il fiume, coi suoi pesci e col suo limo (studiato alle elementari con il Nilo) che rende fertile la terra. Ecco così spiegato cosa fanno le donne e gli uomini ogni giorno. A riguardo di questo punto condivido anche che il “tema ambientale”, così importante per l’Amazzonia, dalla gente che ci vive mi pare sia sentito molto differentemente: differentemente da come lo pensiamo noi ed in modo molto differente fra di loro. Ma mi fermo qui perché è un tema grande che necessita di più spazio

5)Ogni comunità è differente ed ha vari livelli e possibilità di organizzazione: può esserci un Kassiki (capo villaggio riconosciuto dal governo), un animatore della comunità cattolica, un responsabile della salute, uno o più professori residenti, un Pajé (guaritore), … o semplicemente no

Mi fermo qui. Chiedo scusa se sono cose troppo generiche, ma mi fermo anche per non annoiare.

Dopo i saluti metto la traduzione del testo della canzone che avevo messo all’inizio della lettera di febbraio, la prima parte di questa lettera in due mesi, e la lascio perchè penso che possa aiutarci nel cammino quaresimale.

Ancora un saluto e a presto!

 

Traduzione testo di “Sì, io voglio”

Sì, io voglio
che la luce di Dio che un dì in me brillò
non si nasconda mai
e che il suo splendore non svanisca mai in me
Sì, io voglio
che il mio amore aiuti il mio fratello
a camminare guidato dalla Tua mano
nella Tua legge, nella Tua luce, Signore

Questa terra, le stelle, la campagna pacifica,
questo fiore e l'uccello felice che vedi;
non sentiranno, non potranno mai vivere
questa vita singolare che Dio ci dona

Nella mia anima piena dell'amore di Dio,
pulsante della stessa vita divina,
c'è uno splendore segreto di essere infinito,
c'è una profonda germinazione di eternità

Quando sono un sole che trasmette luce
e il mio essere è un tempio dove Dio dimora,
tutto il cielo è presente in me
avvolgendomi di vita e calore

Questa nuova vita, comunione con Dio,
che nel battesimo ho ricevuto un dì,
continua a crescere e a trasformarmi
finché Cristo non sarà tutta la mia vita

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