Marco Lucenti
Ciao!
Inizia
l’estate e per tutte le nostre parrocchie è un tempo molto bello di incontri
speciali (CRES, campeggi, …) e per le nostre famiglie un possibile momento di
riposo, quindi inizio dicendo a tutti: BUONA ESTATE!!!
Un
abbraccio certamente grande alla nostra Casa della Carità di Cagnola che vive
un’estate speciale grazie ai lavori (al tetto della casa) che li hanno
costretti a spostarsi a Minozzo. Un grande saluto a tutti quelli della Casa ed
un grande grazie a tutti quelli di Casa, ai volontari che si stanno impegnando perché
sia tutto normale e, contemporaneamente, speciale.
Questa
lettera è sicuramente dedicata a tutti voi: a tutti i nostri animatori,
educatori, famiglie e volontari che (anche) quest’estate hanno deciso di fare
della loro vita un dono: grazie per la vostra testimonianza di luce!
Noi
qui abbiamo appena terminato la festa per il patrono (Sant’Antonio). È stata
una grande festa, l’evento dell’anno! Ciò significa giorni di celebrazioni
(festejo), di sagra gastronomica (arraial) e giorni in cui tutti vengono in
città, anche quelli sul fiume per fare tutti gli incontri, spese, … Todo o
mundo vem aqui! In più dal 13 giugno, giorno del santo, è iniziato il mondiale
per il Brasile con la sua prima partita (e diciamo che il calcio in Brasile non
è decisamente una passione secondaria). Giugno finora è stato un mese
impegnativo!!! Non andremo alle comunità sul fiume questo mese perchè le
abbiamo invitate qui in città organizzando l’assemblea annuale delle comunità
del fiume (l’ultimo weekend di giugno).
Da
parte mia dico che sto cercando di iniziare ma non è semplice: un po’ c’è da
vincere il “da dove inizio?”; un po’ c’è da vincere le difficoltà che sempre un
po’ frenano; un po’ c’è da vincere le perdite di tempo, soprattutto quelle che
vengono da me; un po’ c’è da vincere le difficoltà coi nomi; un po’ c’è da
vincere la voglia di “vincere”; … Da qualcosa bisogna pur partire e anche
sbagliare è un modo per partire, a volte.
Sono
arrivato con un’idea di giovani, con un modello pastorale vissuto, con ben poco
da insegnare, ma molto desiderio di mettermi nelle situazioni. Man mano che
provo a muovermi vedo che c’è qualcosa che mi dice “così no”, “così non
funziona”, “non ti è richiesto questo”. Mi par invece di incontrare silenziose
richieste che non so come affrontare: cosa è giusto fare? se faccio così con
uno poi devo far così con tutti? questa sua frase era solo una carineria o è una
richiesta/proposta? …
Alcune persone stanno vivendo ancora in un recente passato “quando c’erano i
frati” (a me i paragoni non mi toccano particolarmente in senso negativo; invece,
mi lasciano contento, perché pare che molti conservino un ricordo molto
positivo di loro, quindi di una chiesa in cui si trovavano bene). Altri mi
parlano dei nostri don, i due Gabrieli, riconosciuti per cultura e coerenza
nella testimonianza; anche questo mi fa contento per la nostra piccola (solo
uscendo si può capire quanto) diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e per quello
che questi confratelli hanno seminato qui.
Sono
partito con una convinzione che non so ancora cosa c’entrerà e se c’entrerà.
Questa ha solo un titolo, quindi non so ancora cosa potrebbe significare e sono
sicuro che per vedere dove porterà occorreranno ancora molti anni, ma per ora
la tengo molto cara e aspetto che siano le cose a dirmi cosa c’entra qui: casa
della carità.
Concludo
questa lettera che solo voleva dire “lentamente proviamo ad iniziare”
attraverso piccole condivisioni del cuore con tre immagini:
-la
prima è quella di questa gente: sono certo, fermamente convinto, che questo sia
un luogo baciato da Dio, non tanto per le bellezze della natura, sicuramente
non seconde a nessun’altra realtà nel mondo, ma, ripeto, per la gente: mi
sembra di essere, fra difficoltà, contraddizioni, … nella casa di Dio, cioè nel
luogo in cui Dio abita, la vita di queste persone;
-la
seconda è quella di Gesù: c’è poco da fare; se nella nostra vita non c’è Gesù,
la vita non gira, non funziona! E non credo nemmeno che serva la fede per dire
quel che ho detto (può sembra una frase senza senso, ma per me non lo è). Credo
basti vivere la vita. O, se anche voi siete miseri e sgangherati come me, basta
ascoltare quella degli altri perché in noi parli lo Spirito che ci ispira il
desiderio del bene, la nostalgia dell’amore, la follia di un’intuizione che non
possiamo ignorare, pena tornare nella tristezza. Senza Gesù non abbiamo niente
(“a chi non ha sarà tolto
anche ciò che crede di avere”, Lc 8,18b).
-l’ultima,
che conclude la lettera senza saluti (li anticipo ora, abbracciando e baciando
tutti), perché rimaniate sospesi e ve la portiate nei vostri giorni e possiate
aiutarci veramente da lontano e possiate pregare con noi e pensare insieme alla
nostra gente. Ed è questa. L’altra sera, ho pensato che fosse bene ascoltare
alcune persone per farmi un’idea della pastorale giovanile e così ho chiamato
le due ragazze più grandi della parrocchia per incontrarci dopo l’adorazione.
La prima è venuta all’adorazione e dopo mi ha raccontato tutto quel che si fa
nella parrocchia per i giovani durante l’anno. La seconda lavorava fino alle 9
ed è arrivata chiedendo un passaggio ad un altro ragazzo più giovane. Ho
ascoltato anche lei e mi sono fatto il mio bel riassuntino. Era rimasto con noi
anche quello più giovane che ascoltava, mentre usava il cellulare. A tutte e due
le ragazze ho fatto questa domanda come conclusione: cosa sognate per i giovani
di Santo Antònio? Il ragazzo, che ha usato il cellulare tutto il tempo, dopo le
loro risposte ha dato segno di voler rispondere anche lui, così l’ho ascoltato
volentieri. E ha detto: “Quali sono i sogni di un ragazzo di Santo Antònio? Qui
è inutile anche studiare, tanto il massimo che puoi fare è lavorare per il
comune o alla cassa in un negozio. Quali altri lavori puoi fare qui? Sai quel
negozio che vende le magliette del brasile, quelle originali, che sta
nell’angolo della strada del Mercadinho? Quello è del sindaco e l’ha fatto coi
nostri soldi. Qui niente cambia. Qui tutti i giovani sognano di andare via”. Ho intervistato
le due ragazze che ho chiamato e mi hanno detto tutto quel che mi volevo sentir
dire; ho ascoltato un ragazzo che non avevo chiamato e mi ha detto una delle
cose più importanti che dovevo sapere.
P.s.: questo
ragazzo è molto giovane; non vi chiedo una lettura critica di quello che ha
detto, nè una lezione sulla speranza o sulla realtà delle cose, ma se qualcuno
desidera scrivermi per condividere il frutto della sua preghiera, … qui dalla
missione lo ringraziamo fin d’ora!!!
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