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domenica 19 luglio 2026

UN GIOVANE DI SANTO ANTONIO E’ DIVENTATO PRETE (gesuita)

 

Il giovane prete gesuita con il vescovo Adolfo



 

Paolo Bizzocchi

 

Ciao a tutti e tutte!

Sopravvissuto al “tormentone” dell’Ordinazione Presbiterale del concittadino Edmo ed alla presenza in casa di alcuni seminaristi della nostra diocesi, eccomi a voi. Per la verità ci sono ancora un po’ in mezzo, perché il lavoro accumulato perché non fatto e la stanchezza accumulata perché non smaltita sono ancora presenti, ma comincio a respirare e forse un po’ anche a ragionare.

Cosa è successo? Beh… una cosa bella. Un giovane di S. Antonio partito più di dieci anni fa per fare formazione nei Gesuiti, sabato scorso ha avuto l’ordinazione presbiterale (in termini semplici, è diventato prete…) qui nella nostra parrocchia. Questo ha generato un grande movimento di persone ed attività: prima sono arrivati due seminaristi della diocesi per un periodo di contatto con la realtà parrocchiale, poi sono arrivati gli altri seminaristi, poi i frati cappuccini e le suore cappuccine, poi i gesuiti… e di seguito incontri, veglie, prove per le celebrazioni, cose che ci sono e (molte) altre che mancano. Insomma, un po’ di ordinario caos terminato (si fa per dire…) con la festa dell’Ordinazione e della prima Messa del nuovo “padri jesuita” Edmo.

Cosa porto da questi “giorni di fuoco” (non solo dello Spirito Santo…)?

Innanzitutto un’esperienza di chiesa.

Il contatto con i nostri seminaristi, nei quali è riposta una grande speranza perché potranno essere i primi preti locali che nelle nostre parrocchie prenderanno il posto di missionari di vario genere. Devo dire che non è stato semplicissimo. Le differenze culturali e di impostazione si sono fatte sentire ed anche l’impressione che, in quanto stranieri, alcuni di loro ci guardassero con una certa sufficienza non è stata assente: “questi non sono brasiliani, non possono capire…”. Forse qualcosa di simile avviene anche da noi con i preti o le suore che vengono dall’estero, non meravigliamoci.

Il contatto con i Cappuccini, compresi alcuni che qui in S. Antonio avevano svolto un ministero anche fruttuoso per anni. L’affetto delle persone per loro mi ha colpito e mi ha aiutato a valorizzare la loro opera in questa terra, che per molti versi non conosco. Mi ha anche aiutato ad apprezzare e valorizzare l’affetto che tanti stanno manifestando anche nei nostri confronti: su tante cose qui le persone mentono, ma su questo non sono capaci di mentire. Se ti manifestano che ti vogliono bene, ti vogliono bene: poi lo vivono secondo le loro modalità, che noi non sempre riusciamo a capire, ma non riesco a vedere ipocrisia o formalità.



Il contatto con i Gesuiti, e devo dire che qui per tanti versi “siamo su un altro pianeta”: persone con la capacità di uno sguardo ampio sulle cose e con esperienze di vita nella condivisione con i poveri e gli emarginati veramente toccanti e significative. In casa nostra pranzava un gesuita che vive al confine fra Colombia e Venezuela, dove comandano le bande armate e gli eserciti dei due stati, totalmente coinvolti con le bande. Lui ed altri operatori pastorali erano stati imprigionati dall’esercito con l’accusa di essere terroristi, per estorcere denaro. Mi spiegava che il neo presidente della Colombia, giovane avvocato dell’ultradestra che si è presentato come alfiere della legalità, in realtà come avvocato ha sempre difeso i vertici dei cartelli della droga e dei minerali.

Insomma, giorni forti e coinvolgenti.

Mi ha sorpreso anche il grande coinvolgimento organizzativo delle persone delle nostre comunità, sia nelle cose pratiche che nei momenti di preghiera. Con d. Marco tante volte ce lo diciamo: loro hanno risorse che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare… a noi pare che siano disorganizzati e non abbiano nulla, ma a modo loro riescono a realizzare cose notevolissime.

È davvero vero che “imponendo” i nostri schemi organizzativi a volte li blocchiamo, ma devo anche ammettere che entrare nei loro schemi non è sempre facile. Bisogna fermarsi, gestire le nostre ansie di avere le cose sotto controllo, guardare, stare a disposizione… poi accade quello che non avremmo pensato.

Concludo raccontandovi una cosa per farvi ridere, ma forse anche riflettere. Oggi io dovevo essere nella parrocchia confinante, Amaturá, che con la nostra barca si raggiunge in 6\7 ore. Hanno la festa del patrono São Cristovão: con un gruppo saremmo andati per animare una Messa e sarebbe venuto anche un gruppo di giovani di una comunità ribierinha, Vista Alégre, per fare una danza ed un canto di lode.

la "mocha nova", la ragazza festeggiata in occasione della prima mestruazione, ed una figura mitica di pescatore


Giovedì io ed il nostro marinaio Moises siamo usciti per fare nafta per la barca: possibilmente fare il pieno per il viaggio di agosto (circa 1.200 litri), o almeno per avere i 2-300 litri che ci servivano per il viaggio ad Amaturá. Usciti la mattina, nessun distributore aveva la nafta. L’unico che l’aveva ci ha promesso che ne avrebbe tenuta per il pomeriggio, dopo aver rifornito la lancha di linea. Usciti il pomeriggio, un rimorchiatore aveva avuto bisogno della nostra nafta e noi ci siamo trovati senza nulla… viaggio di cortesia saltato. La mia preoccupazione era soprattutto per i giovani di Vista Alegre, che per arrivare a S. Antonio avrebbero fatto diverse ore di motoscafo, con conseguenti spese di benzina, e con i quali non era possibile comunicare. Poi la notte il responsabile mi telefona scusandosi perché non sarebbero venuti perché avevano da lavorare in comunità…

Insomma: qui le programmazioni valgono finché valgono.

La sera mi sono trovato in un momento di preghiera del gruppo delle “Madri che pregano per i figli”. Alla fine l’animatrice ha distribuito messaggi di “Nostra Senhora do Perpétuo Soccorro” (non serve tradurre). Il mio diceva: “Quero te lembrar de descansar. Você não precisa carregar tudo”: “Voglio ricordarti di riposare. Tu non devi farti carico di tutto.”

Non so se l’aveva detto davvero la Madonna, ma di certo era detto bene…

Il Signore ci accompagni!

P.S.: Questo mese le nostre comunità della "Gioia del Vangelo" hanno inviato un contributo di 2010€.

Un grazie grande e sincero a tutti e tutte!

UN GIOVANE DI SANTO ANTONIO E’ DIVENTATO PRETE (gesuita)

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