Marco
Lucenti
Ciao a tutti!
Vi raggiungo con una gioia grande perché
in questi giorni abbiamo vissuto nella nostra parrocchia qualcosa di speciale:
un’ordinazione sacerdotale (gesuita) di un ragazzo, Edmo, nato qui. Potrete
capire il fermento, le tante occasioni di preghiera per le vocazioni, per i
nostri giovani e per le nostre famiglie. Essendo questo momento così speciale,
abbiamo ospitato qui in canonica i seminaristi (dieci!!!) della nostra diocesi.
Capite che era tutto un viavai, pasti da organizzare, prove su prove, che
quindi ci hanno permesso di conoscere ed incontrare molte persone e di questo
siamo molto contenti. Vorrei quindi iniziare questa lettera con una cortissima
preghiera per le tutte le vocazioni, usando le parole di Gesù:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del
cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e
le hai rivelate ai piccoli».
La lascio come preghiera delle nostre giornate, perchè possiamo pregare insieme e convertire i nostri cuori. La lascio in special modo alle persone che più sono in ricerca e, alle persone che stanno soffrendo, in vario modo. A voi dedico questa lettera. Si capisce che questa preghiera per le vocazioni, per tutte le nostre vite, richiede di esser continuata e approfondita, ma lascio a ciascuno di voi di terminarla secondo i desideri e le domande che stanno nel fondo del vostro cuore.
In questa lettera vorrei soltanto
fare una domanda (vi chiedo di fare una pausa e di rispondere “senza pensare
molto”): dove si prendono i limoni? (ripeto, rispondi prima di continuare!)
1)Io credo che se lo chiedessi ad un
bimbo di Reggio Emilia mi risponderebbe “al supermercato” e se lo chiedessi ad
un bimbo che abita qui sul fiume mi risponderebbe “dall’albero”. Capiamo subito
che sono due luoghi molto differenti. Il supermercato non ha stagionalità e c’è
sempre tutto. Sull’albero no, quando sono finiti, sono finiti. Il frutto nel
supermercato è una cosa, un bene; il frutto sull’albero è un dono da accogliere
e per cui ringraziare. Capiamo che c’è una differenza! Desidero sottolineare
che il sistema che sta sotto a queste due cose (supermercato e pianta, che sono
entrambe cose buone, perbacco!) cambia la nostra vita, il nostro modo di
pensare, quindi la nostra filosofia di vita, la nostra immagine di Dio, le
nostre relazioni, la nostra auto-comprensione, …
2)Vorrei approfondire la parte comune
che appartiene a queste due risposte. Cioè, dove si prendono i limoni?
Semplice, dove sono (supermercato o pianta, non importa). Dove prendo una cosa
che mi serve? La prendo dov’è! Non voglio di certo ora far scricchiolare il
sistema della proprietà privata; non è il mio fine. Ma vorrei solo fare un
esempio legato alla parola “condivisione”. Ci sono due amici che spesso sono
ospiti l’uno a casa dell’altro, proprio per la bell’amicizia che li lega. Hanno
entrambi un concetto alto e quasi sacrale dell’ospitalità e dell’amicizia. Uno
dei due è molto, molto ricco e l’altro è molto, molto povero. Domanda: possiamo
immaginare, viste le condizioni dette nelle righe precedenti (stiamo al testo,
non a nostre fantasie!) che ci sarà un travaso di beni dall’una all’altra
persona essendo che sono veramente amici e uno è molto, molto più ricco
dell’altro? Credo che legittimamente si potrebbe dire di sì! Farebbe forse
qualcosa di male l’amico più povero a sentirsi a casa sua quando si trova a
casa dell’amico più ricco? Non credo! Si sente semplicemente libero di prendere
le cose dove sono, godendo dell’amore dell’amico in modo semplice e vero. Qui
termina l’esempio e dico che: o noi teniamo alti i conflitti, le divisioni, le
guerre e ciò che ci “permette” di sentirci diversi e nemici, oppure dobbiamo
accettare “l’ingiustizia” dell’amicizia e della condivisione. Finché la
relazione non è alla pari, finché chi ha di più sotto sotto non è disposto a
condividere come nell’esempio sopra, finché le relazioni e la vita sono cose da
gestire e non da vivere, finché non c’è vera amicizia=vero amore, qualsiasi
azione non potrà che rimarcare le differenze, le pretese, … Resterà comunque
vero che le cose si vanno a prendere dove sono (perché non posso prenderle dove
non sono). E se non sarà per amicizia, se le cose non saranno un dono,
diventeranno per l’uno “qualcosa da difendere” (è mio) e per l’altro saranno un
“prendere ciò che mi serve” (siccome mi serve lo prendo e questa motivazione è
sufficiente).
Le zanzare, i maruin, ma soprattutto
i mucuin, mi mangiano vivo. Ma loro semplicemente stanno prendendo il sangue
dove c’è. Lo dice la natura. Col modo di pensare che a volte abbiamo, corriamo
il forte rischio di essere “contro natura”. Vi ricordate quante volte per cose
sessuali/morali è stata usata questa espressione, “contro natura”? Beh, io
credo che il vero uomo “contro natura”, la vera perversione, sia l’uomo che non
ama, che non ha amore d’amicizia, che non condivide.
3)”Quanti limoni prendo?” Qui sono
tante le risposte e differenti i casi. Per esempio, se tu sei ospite e loro
capiscono che ti piacciono i limoni, te ne danno una borsa piena (alla faccia
della retina del supermercato con 4 limoni!). Invece se servono a loro ne
prendono un po’, quel che serve. Quel che serve! Così fanno per la pesca sul
fiume. Molte comunità non hanno frigo/freezer o altro, quindi escono a pescare
tutti i giorni e quando hanno preso il quantitativo di pesce che gli serve per
quel giorno, stop, tornano a casa. Capite qui un’altra differenza del
sistema-supermercato e del sistema-albero (in questo caso, fiume). Entrambi i
sistemi hanno i loro vantaggi e le loro lacune. Cito qui sotto il capitolo 16
del libro dell’Esodo, quando Dio dona la manna in cibo al suo popolo:
“Raccoglietene quanto ciascuno può mangiarne, un
omer a testa, secondo il numero delle persone con voi. Ne prenderete ciascuno
per quelli della propria tenda». Così fecero gli Israeliti. Ne raccolsero chi
molto chi poco. Si misurò con l'omer: colui che ne aveva preso di più, non ne
aveva di troppo, colui che ne aveva preso di meno non ne mancava: avevano
raccolto secondo quanto ciascuno poteva mangiarne. Poi Mosè disse loro:
«Nessuno ne faccia avanzare fino al mattino». Essi non obbedirono a Mosè e
alcuni ne conservarono fino al mattino; ma vi si generarono vermi e imputridì.
Mosè si irritò contro di loro. Essi dunque ne raccoglievano ogni mattina
secondo quanto ciascuno mangiava. Nel sesto giorno essi raccolsero il doppio di
quel pane, due omer a testa. Allora tutti i principi della comunità vennero ad
informare Mosè. E disse loro: «E' appunto ciò che ha detto il Signore: Domani è
sabato, riposo assoluto consacrato al Signore. Ciò che avete da cuocere,
cuocetelo; quanto avanza, tenetelo in serbo fino a domani mattina». Essi lo
misero in serbo fino al mattino, come aveva ordinato Mosè, e non imputridì, né
vi si trovarono vermi.”
Concludo dicendo che è molto
difficile sentirsi amici di Dio, alla pari, quando con il freezer o il
supermercato non c’è bisogno di Dio e se ne può fare a meno; o quando Dio non è
il mio Salvatore in senso pratico/reale nella vita di tutti i giorni (e non
solo in senso psicologico!). Se non siamo suoi amici, alla pari (e con Dio
siamo noi certamente che avremmo ricoperto il ruolo dell’amico molto, molto
povero), e siamo noi a mantenere le distanze con Dio (di certo non è lui!), il
rischio è che nella nostra vita andiamo in giro a rubare “l’amore”,
prendendocelo dove ci pare di incontrarlo. Capite che in questa situazione Dio
credo ci capisca, abbia molta misericordia verso di noi e, dopo un peccato,
tradimento, … ci permetta di tornare nella sua casa e di prenderci ciò di cui
abbiamo bisogno, senza farci pesare la nostra povertà, che a volte ci siamo
costruiti con le nostre mani. Se fosse il contrario, se Dio non fosse così,
sarebbe “contro-natura”, sarebbe un Dio perverso: il Dio che non ama e non si
lascia “rubare” le cose dagli amici, che non si offre ai suoi amati come cibo
di vita quotidiana ed eterna, non è Dio! Per me non è il Dio cristiano! O per
lo meno non è il mio Dio!
Un abbraccio e un saluto a tutti, ai
ladri di amore ed agli spacciatori di felicità!!!
P.s.: in quest’estate
meterorlogicamente strana, in Italia come qui, spero che non abbiano problemi
le molte persone che qui vivono di pesca, perché, anche se sta piovendo più del
solito, il fiume si sta abbassando abbastanza rapidamente. Il nostro cibo viene
dai nostri alberi e dal nostro fiume!



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